Un agricoltore assai smozzicato

Recensione di Viviana Scalia su Siculorum Gymnasium (LXXV, VIII, 2022)

Il volume Un agricoltore assai smozzicato. Formazione fiorentina e residenza siciliana di Libero Elio Romano, scritto da Vittorio Ugo Vicari, ci propone un’analisi attenta degli anni giovanili dell’artista. L’incipit del lavoro ci svela subito la chiave di lettura per comprendere il suo operato: Elio Romano è una persona che sceglie di «coltivare il suo giardino».
La puntuale ricostruzione storica fa emergere legami importanti con l’ambiente intellettuale romano e fiorentino e sottolinea la frequentazione del caffè Giubbe Rosse e della rivista letteraria Solaria. Lo studio condotto dall’autore ci mostra il carattere libero di Romano, sempre alla ricerca di una sua identità nel variegato panorama artistico italiano, che lo porta presto ad acquisire autonomia nei confronti del vivace mondo culturale in cui ebbe a formarsi e ad astrarsi per acquisire la lucidità necessaria a seguire il suo percorso.
Nella parte del volume dedicata alla produzione artistica e letteraria, scopriamo l’identità di un artista poliedrico che, oltre alle pitture, alle sculture e ai disegni, compone anche un romanzo intitolato Fanuzza, definito da Vicari un «affresco sociale», che l’autore ci invita a ‘visitare’ per scoprire paesaggi così vividi da poter essere quasi annoverati nel suo catalogo e per cogliere appieno i caratteri stilistici, pittorici ed esistenziali, che così larga parte hanno avuto nella sua produzione. Da qui, l’invito a «chiudere gli occhi e abbandonarsi per rivedere, come in una realtà aumentata, i paesaggi ennesi, assaporarne tutta l’asperità e bellezza, sentire sotto di sé la consistenza argillosa delle campagne»; un invito che ci porta dentro il mondo di Romano e, attraverso stralci di suggestioni letterarie e visioni pittoriche, ci apre all’universo dell’artista.
Vicari, indagando il carattere di Romano, evidenzia il rapporto profondo che ha con la sua terra e con il suo tessuto familiare. I soggetti sono sempre sensoriali e di numero ristretto: paesaggi dell’entroterra ennese, ritratti, nudi, nature morte. L’artista indaga la realtà a cui è profondamente legato. I paesaggi riesaminano i luoghi del suo vissuto e l’interesse nei confronti della figura umana coinvolge quasi sempre i suoi familiari più stretti, spesso ritratti più volte nel corso della loro vita. La sua apparente ripetitività mostra la volontà di concentrarsi su quelli che considera i propri valori fondamentali, in cui riversare tutte le istanze, opportunamente interpretate, percepite dal mondo artistico contemporaneo.
Il ruolo fondamentale della famiglia è rintracciabile in ogni aspetto della sua vita professionale come risulta evidente nella ritrattistica e nei nudi. E anche dopo la sua morte, la famiglia diventa parte attiva per la riscoperta di Romano attraverso le testimonianze dirette e l’apertura degli archivi personali che ci mostrano spesso la genesi delle sue creazioni.
Il libro esce ventun anni dopo l’ultima mostra antologica di Romano, realizzata quand’egli era ancora in vita. Il catalogo e l’importante apparato documentario sono il frutto di un minuzioso studio, volutamente circoscritto dagli anni di formazione catanese fino al periodo in cui divenne docente presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Molte delle opere presentate sono poco note o addirittura inedite. Numerosi i documenti rintracciati negli archivi di Firenze e Roma e presso i suoi familiari.
Oltre al catalogo, nel volume è stata inserita una rassegna critica e la documentazione delle partecipazioni dell’artista a mostre e concorsi; tra le fonti, infine, particolare importanza rivestono le testimonianze dell’autore, poco incline a parlare di sé e della sua arte, raccolte in occasione di mostre personali ed antologiche, e le interviste che ci consentono di apprendere direttamente dalle sue parole aspetti primari della sua concezione artistica, come l’importanza dell’elemento naturalistico e il valore sociale dell’opera d’arte. Solo in chiusura Vicari offre la chiave di comprensione del titolo, così inusuale per un testo di questo tipo, riportando poco prima del catalogo e dell’apparato documentario, le parole dell’artista stesso: «Come agricoltore non sono bravo […]. Molto di più spero dicano i dipinti, anche se in modo assai smozzicato, sennò che senso avrebbero?».

Vittorio Ugo Vicari, Un agricoltore assai smozzicato. Formazione fiorentina e residenza siciliana di Libero Elio Romano, Venaria Reale, Alessandro Mancuso Editore, 2021, pp. 288, € 28,00.

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