Una maniera molto graziosa

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Una maniera molto graziosa. Ricerche sulla scultura del Cinquecento nella Sicilia orientale e in Calabria

Messina svolse nel Cinquecento la funzione di centro principale per una vasta area siculo-calabra e, oltre che per gli aspetti economici, ciò vale soprattutto da punto di vista artistico. Qui scelsero di stabilire la propria bottega quasi tutti gli artisti di cui si occupa l’Autrice, ossia Antonello Gagini, Giovan Battista e Giovan Domenico Mazzolo, Giovan Angelo Montorsoli, Andrea, Domenico e Lorenzo Calamecca, Rinaldo Bonanno.
Non meno significativo l’intento della pubblicazione è rendere omaggio al Susinno (il cui manoscritto – ritrovato da Valentino Martinelli e pubblicato nel 1960 – ha un’importanza capitale per la ricostruzione del tessuto artistico della Sicilia orientale e della Calabria) perché l’abate poteva accedere a notizie archivistiche oggi perdute e osservare un contesto artistico ancora integro, sia per le sue specifiche qualità di esperto conoscitore, in grado di distinguere e catalogare le peculiarità stilistiche di ogni artista.
Inoltre il termine «maniera», associato all’aggettivo «graziosa», coglie efficacemente lo spirito del volume poiché, anche se il testo copre uno spazio temporale più ampio, il cuore di questa ricerca è rappresentato dalla scultura manierista.

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Descrizione

Una maniera molto graziosa. Ricerche sulla scultura del Cinquecento nella Sicilia orientale e in Calabria

Il titolo riprende una frase adoperata dallo studioso settecentesco Francesco Susinno a proposito di un’opera di Martino Montanini, ed è emblematica di una situazione, come quella della Messina del ‘500, brulicante di artisti e di opere significative. Il volume analizza gli intensi rapporti tra la scultura peloritana e quella oltre lo Stretto e soprattutto indaga, in maniera sistematica, il ruolo delle singole personalità che hanno caratterizzato il panorama artistico meridionale del Cinquecento: dall’arrivo a Messina nei primi anni del secolo del giovane Antonello Gagini a quello di Giovannangelo Montorsoli (allievo di Michelangelo), dalla presenza di Andrea Calamecca e Jacopo Del Duca, ad un corollario di figure meno note al vasto pubblico, ma di grande interesse, come i due Mazzolo, Martino Montanini, Rinaldo Bonanno, Francesco e Lorenzo Calamecca. Oltre ad analizzare le varie personalità di questi artisti, l’autrice riferisce anche i rapporti con il loro contesto di appartenenza, la Toscana, e l’inevitabile eredità lasciata da Michelangelo.

Informazioni aggiuntive

Peso 2600 g
Dimensioni 28 × 28 × 4 cm